Introduzione

Il trattamento dell’ovaio policistico è strettamente correlato alla gravità della sintomatologia, al tipo e/o all’entità dell’alterazione plasmatica ormonale presente e, soprattutto, alla presenza o meno del desiderio di gravidanza da parte della donna.

In termini pratici, l’intervento terapeutico è finalizzato a controllare la ciclicità mestruale e/o i sanguinamenti disfunzionale, a ridurre i segni clinici di iperandrogenismo e a migliorare gli aspetti metabolici.

Oggi, sono stati introdotti nuovi approcci non farmacologici nella gestione della sindrome. L’inositolo viene assunto comunemente con l’alimentazione, ma la quantità sufficiente assunta dai soggetti sani non basta per coloro che soffrono di patologie specifiche, come la PCOS.

La ricerca dell’inositolo e la conoscenza sempre più approfondita della PCOS porta oggi a poter dire che il myo-inositolo rappresenta un elemento chiave.

In questo articolo analizzeremo proprio quali sono i risultati delle terapie a base di myo-inositolo sull’ovaio policistico.

Che cos’è il Myo-inositolo

Il myo-inositolo è un composto chimico largamente diffuso nei vegetali: fagiolini verdi, piselli, asparagi, foglie del noce, estratto di uva, pere, ciliegie, mele, pomodori, lievito, carote. Nell’avena, nel granturco e nei cereali è generalmente presente come componente delle lecitine, sotto forma di inositolo-6-fosfato o acido fitico.

Nei tessuti animali, è abbondantemente rappresentato soprattutto nel cervello e nei muscoli. Elevate quantità di myo-inositolo sono presenti nello sperma, nell’ovocita e nell’embrione nel corso delle prime fasi di sviluppo embrionale.

ll myo-inositolo funge da secondo messaggero dell’ormone–insulina, FSH e TSH.
Ma che cosa significa “secondo messaggero”?

Se pensate a una staffetta, il secondo messaggero è un po’ come il secondo corridore che prende il testimone dal primo atleta (che nel nostro caso è un ormone) e lo trasferisce al terzo atleta che lo porterà al traguardo. Capite bene che, se manca il secondo messaggero, non ci sarà risposta al primo segnale (niente vittoria).

PCOS: che cos’è e come avviene la diagnosi

Si tratta di una patologia multifattoriale che colpisce circa il 5%-10% delle donne in età riproduttiva, indipendentemente dall’etnia di appartenenza. Causa importanti effetti sulla salute della donna di tipo estetico, metabolico e riproduttivo e l’eziologia è ancora oggi controversa.

Per l’inquadramento diagnostico devono essere presenti almeno due dei seguenti indicatori, i cosiddetti Criteri di Rotterdam [1], definiti nel 2003:

• iperandrogenismo clinico e/o biochimico;
• disfunzione ovarica;
• ovaie policistiche all’esame ecografico, con almeno 20 follicoli di diametro inferiore a 10 mm e volume ovarico aumentato.

Pertanto, per effettuare una diagnosi di PCOS è necessario non solo effettuare una ecografia ovarica ma anche una serie di indagini biochimiche: misurazione dei livelli degli ormoni maschili, del rapporto FSH/LH, controllo dei parametri metabolici (glicemia e insulina).

I sintomi possono variare da donna a donna e, se non adeguatamente trattata, la PCOS può portare a complicanze più gravi, come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e infertilità.

Le cause della PCOS

Si può dire che la PCOS è espressione di una complessa alterazione funzionale del sistema riproduttivo data dall’aumento degli ormoni maschili, causa di segni e sintomi quali: amenorrea, irsutismo, ma anche aumento di peso dovuto alla resistenza insulinica.

Nella maggior parte dei casi le donne affette non sanno che questa patologia ha origine da una disfunzione di tipo metabolico che porta a complicanze di carattere ginecologico, come appunto ciclo mestruale assente o irregolare, mancanza di ovulazione e infertilità.

Terapie PCOS

Un cambiamento dello stile di vita, volto a favorire la perdita di peso, deve sempre essere suggerito alle donne in sovrappeso con PCOS, rappresentando un approccio iniziale sicuro ed economico per cercare di migliorare la funzione riproduttiva e il profilo metabolico di queste pazienti [2]. La PCOS non deve essere considerata solo come un disordine esclusivo delle donne in età fertile, bensì come un disordine endocrino-metabolico con importanti implicazioni in termini di salute a lungo termine.

La PCOS, in quanto sindrome, richiede interventi medici adeguati a controllare tutte le alterazioni ad essa connesse.
Il problema che per anni ha reso difficile la diagnosi e quindi anche la cura della PCOS è che non esiste una omogeneità dei sintomi. Per dare però una panoramica delle manifestazioni cliniche e dei rischi delle donne con PCOS li possiamo dividere in funzione delle fasce di età.

Myo-inositolo i benefici per la PCOS

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione costante di myo-inositolo è in grado di ripristinare sia la funzionalità ovarica che metabolica [3] [4].

Una recente metanalisi [3], che ha preso in esame una serie di studi per un totale di 247 donne con PCOS trattate con myo-inositolo e 249 controlli, ha dimostrato che il trattamento con myo-inositolo:

  • diminuisce significativamente i livelli di insulina, HOMA-index e androgeni (testosterone libero);
  • mentre aumenta quelli del sex hormone binding globulin (SHBG).

In precedenza, un’altra review [4] aveva fornito prova che l’inositolo migliora significativamente il tasso di ovulazione e regolarizza la frequenza dei cicli mestruali.

Per quanto concerne la PCOS, gli studi hanno mostrato l’efficacia di questa molecola con l’assunzione di 2g di myo-inositolo due volte al giorno (per un totale di 4g) per le formulazioni in polvere (bustine, compresse).

Oltre all’importanza dei dosaggi, gli studi evidenziano altri due elementi cardine per l’efficacia del myo-inositolo.
Il primo è l’assunzione, per le formulazioni in polvere, lontana dai pasti al fine di non avere interferenza con il loro assorbimento. Seconda accortezza la somministrazione ripetuta durante la giornata.

Gli studi di cinetica hanno dimostrato un’emivita di 12 ore dell’inositolo [5]. Utilizzando la doppia somministrazione si ottiene una copertura migliore della risposta insulinica.

Conclusioni

In conclusione, le osservazioni emerse dai numerosi studi suggeriscono che l’inositolo rappresenta una terapia efficace nel trattamento delle pazienti con ovaio policistico.

Il myo-inositolo gioca anche un ruolo chiave specifico nel ridurre i livelli sierici di testosterone e nel controllo dei livelli di insulina.

Date queste premesse, l’inositolo è utile nel prevenire e correggere i meccanismi patofisiologici sottostanti alle alterazioni metaboliche che causano la PCOS.

Fonti

[1] Rotterdam ESHRE/ASRM-Sponsored PCOS Consensus Workshop Group. Revised 2003 consensus on diagnostic criteria and long-term health risks related to polycystic ovary syndrome. Fertil Steril. 2004 Jan;81(1):19-25.

[2] Le Donne M. Effects of three treatment modalities (diet, myo-inositol or myo-inositol associated with D-chiro-inositol) on clinical and body composition outcomes in women with polycystic ovary syndrome. Eur Rev Med Pharmacol. 2019 Mar;23(5):2293-2301.

[3] Unfer V. Et al. Myo-inositol effects in women with PCOS: a meta-analysis of randomized controlled trials. Endocr Connect. 2017 Nov;6(8):647-658.

[4] Pundir et al. Inositol treatment of anovulation in women with polycystic ovary syndrome: a meta-analysis of randomised trials. BJOG. 2018 Feb;125(3):299-308.

[5] Monastra et al. Alpha-lactalbumin effect on myo-inositol intestinal absorption: in vivo and in vitro. Curr Drug Deliv. 2018;15(9):1305-1311.

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