Myo-inositolo, cos’è e a cosa serve

Introduzione

Il myo-inositolo è un composto chimico presente nella maggior parte delle forme di vita. È stato scoperto nel muscolo più di 150 anni fa, ma è negli ultimi 30 anni che ha suscitato un forte interesse da parte della comunità scientifica perché è stato riconosciuto come elemento base dell’inositolo 3-fosfato che agisce come secondo messaggero in diversi sistemi cellulari.

Negli ultimi anni, un’alterazione del signalling dell’insulina è stata riconosciuta come principale causa della patofisiologia della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). La PCOS è la più comune causa di infertilità e colpisce più del 10% delle donne in età riproduttive. Poiché il miglioramento dell’iperinsulinemia e dell’insulino-resistenza è tra i principali obiettivi nella gestione della sindrome, sono stati introdotti nuovi approcci non farmacologici.

La recente introduzione dell’inositolo nel management della PCOS, si è dimostrata efficace e sicura nel contrastarne gli effetti.

In questo articolo forniremo una panoramica dettagliata sul myo-inositolo, andando ad analizzare cos’è, quali sono i suoi benefici, dove si trova e in quali alimenti e quando è importante integrarlo.

Che cos’è il Myo-inositolo e dove trovarlo

L’inositolo è un composto che appartiene alla famiglia delle vitamine del gruppo B e recentemente si è scoperto che viene prodotto in grande quantità anche nell’organismo, a partire dal D-glucosio.

Il 99% dell’inositolo in natura è presente nella forma dell’isomero myo-inositolo (MYO), il restante 1% è sottoforma di D-chiro-inositolo (DCI).

Il MYO rappresenta la base strutturale di numerosi secondi messaggeri, partecipando così a vari processi quali:

  • lo sviluppo ed il funzionamento dei nervi periferici;
  • l’osteogenesi;
  • la riproduzione e la fertilità;
  • il metabolismo glucidico.

Questo è largamente diffuso nei vegetali: fagiolini verdi, piselli, asparagi, foglie del noce, estratto di uva, pere, ciliegie, mele, pomodori, lievito e carote. Nell’avena, nel granturco e nei cereali è generalmente presente come componente delle lecitine, sottoforma di acido fitico.

I tessuti animali, soprattutto cervello e muscoli, ne sono ricchi. Elevate quantità di myo-inositolo sono presenti nello sperma, nell’ovocita e nell’embrione nel corso delle prime fasi di sviluppo embrionale.

Il MYO è anche sintetizzato in maniera endogena a partire dal glucosio 6-fosfato, e si trova a livello delle membrane cellulari come fosfatidilinositolo fosfato, legato cioè ai fosfolipidi di membrana. Inoltre, viene convertito in D-chiro-inositolo da un’epimerasi, insulino-dipendente [1].

Questa molecola naturale è particolarmente importante in quanto regola l’attività di diversi ormoni:

  • l’ormone-insulina;
  • l’ormone stimolante della tiroide (TSH);
  • e l’ormone follicolo-stimolante (FSH).

Storia del Myo Inositolo

Nel 1850, Johann Joseph Scherer isolò dal muscolo un esa-idrossi-cicloesano che definì “Inositol” [dall’antico greco ìs (in-, “sinew, fibra”), -ose (che indica un carboidrato), -ite (“ester”), -ol (“un alcool”)] [2].
La scoperta suscitò l’interesse di numerosi studiosi per l’inositolo e i suoi derivati.

Nel 1887, dopo avere estratto l’inositolo da alcune foglie, venne coniata da Maquenne la definizione della sua struttura in cicloesanolo [3]. Nove possibili forme di stereoisomeri possono verificarsi successivamente all’epimerizzazione dei sei gruppi OH-: cis-, epi, allo-, myo-, neo-, scyllo, L-chiro-, D-chiro- e muco- ins.

Tra questi, il MYO, considerato come una molecola prebiotica per la sua grande stabilità e le sue fondamentali funzioni nell’organismo, è il più abbondante in natura [4].

Nel corso degli anni i ricercatori di tutto il mondo hanno esteso l’indagine alla ricerca delle concentrazioni di MYO nei diversi organi e tessuti. Eisenberg e Bolden nel 1964 scoprirono che i testicoli erano ricchi di MYO in forma libera [5]. Ulteriori studi hanno dimostrato anche la presenza di elevati livelli di questa sostanza nella prostata, nell’epididimo e nelle vescicole seminali. Il liquido seminale è una delle fonti più ricche di inositolo con una concentrazione quasi triplice rispetto a quella trovata nel plasma.

Alla fine degli anni ’80, Larner approfondì l’azione dei mediatori intracellulari dell’insulina con lo scopo di identificare nuovi potenziali principi attivi efficaci nel trattamento delle malattie diabetiche.

Larner propose, per la prima volta, l’esistenza di più mediatori dell’azione insulina suggerendo che dopo il legame dell’insulina con il suo recettore il secondo passo potesse evolvere in diversi percorsi, a seconda del mediatore stimolato.

Nel 1988, ha concluso che MYO e DCI sono mediatori chimici dell’insulina e che agiscono attraverso diversi meccanismi d’azione attivando pathway intracellulari diversi, in relazione al tessuto coinvolto [6].

Per approfondire leggi: D-chiro-inositolo: cos’è, impiego e benefici

Differenza fra inositoli, myo-inositolo e d-chiro-inositolo

Quando si parla di inositolo bisogna far attenzione, perché ci si riferisce in modo generico a un numero di ben 9 molecole, la cui differenza è data dalla disposizione spaziale del gruppo chimico -OH.

Il myo-inositolo è il più presente in natura. Per mezzo di uno specifico enzima, viene convertito in un altro stereoisomero, il D-chiro-inositolo, meno abbondante e che svolge un ruolo differente dal myo-inositolo all’interno dell’organismo umano. Una peculiarità di questi due inositoli è la loro distribuzione nei tessuti [7]. Infatti, ogni tessuto e/o organo mantiene un rapporto di queste due molecole specifico, fondamentale per la corretta funzionalità.

Ogni tessuto presenta un diverso rapporto MI: DCI specifico per le funzioni svolte e il rapporto plasmatico di MYO e DCI è di 40:1.

Per appronfondire leggi: La vera storia del MYO e D-Chiro 40:1
Il MYO costituisce il 99% del pool intracellulare degli inositoli nei tessuti, mentre il restante è DCI. In particolare, nei follicoli alte concentrazioni di MYO possono supportare la corretta maturazione dell’ovocita. Studi scientifici hanno evidenziato come, invece, in soggetti affetti da PCOS il rapporto di Myo-inositolo/D-chiro-inositolo risulta alterato rispetto ai soggetti sani. Risulta fondamentale ristabilire e mantenere questo specifico rapporto MYO:DCI per trattare in maniera ottimale la PCOS.

MI e DCI esercitano diverse attività all’interno dell’organismo: il MI promuove principalmente l’assorbimento del glucosio, mentre il DCI favorisce la sintesi di glicogeno.

Per appronfondire leggi: La differenza tra inositolo, Myo-inositolo e D-Chiro-inositolo

Proprietà e benefici myo-inositolo

Come anticipato, il MYO svolge un ruolo fondamentale come secondo messaggero di diversi ormoni quali insulina, FSH e TSH. È noto infatti, come una sua carenza determini alterazioni nella risposta a questi ormoni. Controlla il metabolismo di grassi e zuccheri e regola, inoltre, le funzioni cellulari del sistema nervoso.

Considerata l’azione del MYO nel favorire la maturazione degli ovociti, i maggiori benefici si possono manifestare in donne caratterizzate da ridotta riserva ovarica.

Per approfondire leggi: Myo-inositolo e acido folico per la fertilità

La riserva ovarica viene definita come il numero e la qualità degli ovociti presenti nell’organismo in un dato momento.

Questi due parametri sono strettamente correlati: nelle donne che possiedono pochi ovociti residui, gli stessi sono anche di scarsa qualità. Numerosi studi hanno dimostrato come la supplementazione con MYO può favorire il miglioramento della qualità ovocitaria attraverso un sistema molecolare di spostamento del calcio sempre attivo e funzionale per la corretta crescita degli ovociti.

La supplementazione di MYO risulta, inoltre, efficace nel migliorare la tolleranza glicemica e sembra avere un ruolo promettente nella prevenzione dell’insorgenza di diabete in donne gravide ad alto rischio per lo sviluppo di diabete gestazionale [7].

Diversi sono stati i fattori di rischio testati in alcuni studi clinici (anamnesi positiva, iperglicemia borderline al primo trimestre, obesità) e che hanno dimostrato come il MYO è stato in grado di prevenire l’insorgenza di diabete gestazionale in tutti i casi.


Un’importante metanalisi ha valutato l’effetto protettivo del MYO che ha portato una riduzione significativa dell’insorgenza di diabete gestazionale pari all’80%, rispetto al non trattamento [8].

L’integrazione con myo-inositolo diventa clinicamente rilevante nel momento in cui all’efficacia si associa la riduzione di morbilità correlate, quali ipertensione e rischio di sviluppare nel tempo diabete di tipo II.

Per approfondire visita la sezione deidicata a Inositoli e Sovrappeso

Esempi di impiego del Myo-inositolo

La supplementazione con MYO ha dimostrato di poter prevenire e migliorare l’insulino-resistenza nelle donne PCOS e in donne in post-menopausa con sindrome metabolica [9].

Un effetto fisiologico così importante non poteva non impattare con diverse patologie cliniche legate al dismetabolismo e quindi con la moderna accezione di insulino-resistenza, condizione nella quale si rende necessaria una maggiore secrezione insulinica al fine di mantenere normali i livelli di glucosio.

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una sindrome endocrina e ormonale molto comune tra le donne in età riproduttiva, spesso correlata ad una condizione di insulino-resistenza (IR), in cui è possibile riscontrare iperinsulinemia e iperandrogenismo. In effetti, quasi tutte le donne obese con PCOS e più del 50% con peso normale è insulino-resistente, e presenta un grado moderato di iperinsulinemia.

La somministrazione per 6 mesi con MYO è stata correlata ad un miglioramento nell’attività fisiologica dei recettori dell’insulina. I risultati hanno dimostrato che entrambi i trattamenti migliorano i parametri metabolici e il ripristino dell’ovulazione, in donne con PCOS in sovrappeso. In particolare, alla fine del trattamento i livelli di insulina e glucosio a digiuno sono significativamente ridotti [10].

La supplementazione giornaliera per 12 mesi con 2g di MYO, due volte die, nelle donne in postmenopausa con sindrome metabolica ha mostrato una significativa riduzione dell’indice HOMA-IR (Valutazione del modello omeostatico di insulino-resistenza) del -78% rispetto al gruppo placebo, sotto trattamento con la sola dieta [11].

È interessante notare che in questa categoria di pazienti, anche i parametri sul rischio cardiovascolare sono migliorati ulteriormente dopo la supplementazione con MYO, registrando una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo LDL, trigliceridi sierici (-34%) e un aumento del colesterolo HDL (-21%). Alla fine dello studio, 8 donne su 40 (cioè il 20%) non presentava più sindrome metabolica rispetto a un solo paziente (ossia il 2,5%) nel gruppo placebo. Nelle donne in gravidanza con una storia familiare per diabete, il MYO (somministrato a 4g/giorno durante la gravidanza) ha miglioratao significativamente la tolleranza al glucosio e ha ridotto l’incidenza del diabete gestazionale [12].

Sulla base di queste evidenze, viene confermato il ruolo principale del MYO nel ridurre rapidamente l’iperinsulinemia periferica e migliorare la funzionalità ovulatoria.

Come assumere il Myo-inositolo

L’inositolo viene assunto comunamente con l’alimentazione, ma la quantità sufficiente assunta dai soggetti sani non basta per coloro che soffrono di patologie specifiche.

In particolare, nel caso della PCOS, possamo dire oggi che l’inositolo rappresenta un elemento chiave per migliorare la risposta metabolica e ormonale.

Per approfondire leggi: I benefici del myo-inositolo per l’ovaio policistico

Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di questa molecola con l’assunzione di 2 g di MYO due volte al giorno, per un totale di 4 g, per le formulazioni in polvere, ovvero bustine e compresse. Le formulazioni in capsule molli permettono una maggiore biodisponibilità del principio attivo, per cui i dosaggi risultano ridotti, pari a 600 mg. Oltre all’importanza dei dosaggi, gli studi evidenziano altri due elementi cardine per l’efficacia di queste due molecole. Il primo è l’assunzione, per le formulazioni in polvere, lontana dai pasti al fine di non avere interferenze con il loro assorbimento. In second luogo, la somministrazione deve essere ripetuta durante la giornata. Gli studi di cinetica hanno dimostrato un’emivita di 12 ore dell’inositolo.

Utilizzando la doppia somministrazione si ottiene una copertura migliore della risposta insulinica [13].

Conclusioni

Il ruolo fisiologico e i benefici del Myo-inositolo (MYO) sono oggi largamente documentati e riconosciuti: di particolare rilevanza è proprio la sua azione come secondo messaggero di importanti ormoni quali insulina, FSH e TSH [14].
In tal senso, il contributo della ricerca scientifica nella diffusione delle proprietà e del possibile impiego di questa straordinaria molecola in diversi ambiti specialistici è stato determinante:

Oggi sappiamo che la supplementazione di Myo-inositolo rappresenta una strategia efficace, valida e sicura.

Fonti

[1] Heimark D, McAllister J, Larner J. Decreased myo-inositol to chiro-inositol (m/c) ratios and increased m/c epimerase activity in pcos theca cells demonstrate increased insulin sensitivity compared to controls. Endocr J 2014; 61: 111-7.

[2] Irvine, Robin F. 2016. “A short history of inositol lipids.” Journal of Lipid Research 57 (11):1987-1994. doi: 10.1194/jlr.R071712.

[3] Maquenne, Léon. 1887a. “Préparation, proprietés et constitution se l’inosite.” Comptes Rendus Hebdomadaires Des Seances De l’Academie Des Sciences 104:225-227.

[4] Agranoff, B. W. 2009. “Turtles All the Way: Reflections on myo-Inositol.” J Biol Chem 284 (32):21121-6. doi: 10.1074/jbc.X109.004747.

[5] Eisenberg, F., A. H. Bolden, and F. A. Loewus. 1964. “Inositol formation by cyclization of glucose chain in rat testis.” Biochem Biophys Res Commun 14:419-24.

[6] Larner J, Huang LC, Schwartz CF, Oswald AS, Shen TY, Kinter M, Tang GZ, Zeller K. Rat liver insulin mediator which stimulates pyruvate dehydrogenase phosphate contains galactosamine and D-chiroinositol. Biochem Biophys Res Commun 1988a;151(3): 1416-26.

[7] Larner, J. 2002. “D-chiro-inositol–its functional role in insulin action and its deficit in insulin resistance.” Int J Exp Diabetes Res 3 (1):47-60.

[8] Crawford, Tineke J., Caroline A. Crowther, J. Alsweiler, and J. Brown. 2015. Antenatal Dietary Supplementation with Myo-Inositol in Women during Pregnancy for Preventing Gestational Diabetes. The Cochrane Database of Systematic Reviews.

[9] Giordano, D., F. Corrado, A. Santamaria, S. Quattrone, B. Pintaudi, A. Di Benedetto, and R. D’Anna. 2011. Effects of Myo-Inositol Supplementation in Postmenopausal Women with Metabolic Syndrome: A Perspective, Randomized, Placebo-Controlled Study. Menopause (New York, N.Y.) 18 (1): 102‑4.

[9] Unfer, V., F. Facchinetti, B. Orru, B. Giordani, and J. Nestler. 2017. “Myo-inositol effects in women with PCOS: a meta-analysis of randomized controlled trials.” Endocr Connect 6 (8):647-658. doi: 10.1530/ec-17-0243.

[10] Santamaria, A., D. Giordano, F. Corrado, B. Pintaudi, M. L. Interdonato, G. Di Vieste, A. Di Benedetto, and R. D’Anna. 2012. One-Year Effects of Myo-Inositol Supplementation in Postmenopausal Women with Metabolic Syndrome. Climacteric: The Journal of the International Menopause Society 15 (5): 490‑95.

[11] DʼAnna, R., A. Di Benedetto, A. Scilipoti, A. Santamaria, M. L. Interdonato, E. Petrella, I. Neri, B. Pintaudi, F. Corrado, and F. Facchinetti. 2015. Myo-Inositol Supplementation for Prevention of Gestational Diabetes in Obese Pregnant Women: A Randomized Controlled Trial. Obstetrics and Gynecology 126 (2): 310‑15.

[12] Orrù B, Circo R, Logoteta P, Petousis S, Carlomagno G. 2017. Finding the best therapeutic approach for PCOS: the importance of inositol(s) bioavailability.

[13] Croze, M. L., and C. O. Soulage. 2013. Potential Role and Therapeutic Interests of Myo-Inositol in Metabolic Diseases. Biochimie 95 (10): 1811‑27

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